Distanti, quasi siderali ma vicine al tempo stesso. Le opere -sculture e bassorilievi- di Giorgio Crisafi hanno tra le altre anche la qualità di unire gli opposti: possiedono e comunicano una sorta di preziosa aristocraticità, qualcosa di ritrosamente distaccato che al primo impatto visivo ci tiene a rispettosa distanza ma che poi lascia il passo alla voglia di accarezzare quelle forme così misteriose e levigate, tali di diventare facilmente oggetti del desiderio.
Gabriele Simongini
Giorgio Crisafi, pur operando con l'argilla e il fuoco, elementi tipici del mondo della ceramica, utilizza materiali e tecniche inusuali, portando un suo contributo originale a questa antica arte. Nino Caruso
Ci sono, tra le sue sculture allegoriche, configurazioni di maschere, di animali e uomini mischiati ad essi, totem, guerrieri, principesse, santi…, tutte ricamate da decori di una minuta scrittura simbolica ; il cuore e l’anima di questo artista guardano al passato, ad un nobile passato, alle nobili fiabe. Miti, leggende, novelle, epopee di racconti immaginifici, metaforici, araldici, a sfondo celebrativo etico o forse anche semplicemente affabulatorio. Bruno Ceccobelli
C’è invenzione nelle forme e una “bravura” carezzevole nel comporre le varie forme. A cominciare con Drago a Cavallo così felicemente arcaica e moderna insieme. E’ anche suggestiva al massimo Vipera… con la colata gialla “preoccupante” e velenosa. E l’araldica: Araldodidio così tesa e elegante. E il vero incanto di Soltanto Incanto… con quel Azzurro allusivo a sogni positivi. Giosetta Fioroni
Se proprio dovessimo riferire il lavoro di Giorgio Crisafi a un luogo d' avvio linguistico, non resterebbe che il lato piu segreto del surrealismo, quello che sembra ancora adesso tracciare nel cielo interiore di ciascun individuo il brillìo delle costellazioni popolate da creature che narrano il tempo dell'inizio o, per dirla con Paul Klee, il cuore della creazione. Fulvio Abbate
Crisafi attua il vigore dell'irrealtà, della scena teatrale, dell'immaginario. La sensualità rigogliosa dei colori, questa tavolozza piena, esuberante anche quando foggia opere monocrome, è una dissimulazione di profonda coscienza. I suoi sono personaggi che "di certo percorrono i suoi sogni, li veste di polvere..." come scrive il poeta-amico Stefano Simoncelli. Marisa Zattini
Sono creazioni smaglianti: anche le parti brune risultano investite di una luce che amerei definire orfica; nata da un arcano suggerimento che attiene contestualmente alla sfera psichica e a quella della teoresi congetturante. Certi coraggiosi accostamenti cromatici mi ricordano, d'istinto' pur trattandosi di scultura, qualcosa delle composizioni astratte dell'ucraina Sonia Terk Delaunay. Renato Civello